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Principali
appuntamenti di Alą dei Sardi
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Febbraio/Marzo: Carrasegare Alaesu con sfilata di carri allegorici, balli in
maschera e fritellata in piazza - Aprile: Manifestazione
Sportiva CROSS di ALA' con la partecipazione degli atleti pił importanti a
livello mondiale (campioni mondiali ed europei, campioni olimpici e primatisti
mondiali). Per l'alto livello dei partecipanti la manifestazione ha soppiantato
per importanza la tradizionale "Cinque Mulini" ed č probabilmente la prima in
Europa - Maggio: Manifestazione
Sportiva RALLY MONDIALE SARDINIA-ITALIA, prova valida per il campionato mondiale
di Rally - Maggio: Festa di Santa
Maria di Mazzinaiu, con piccolo banchetto a base di carne e vino - 3^ settimana di Maggio:
Festa di Santa Rita, con sagra della salsiccia e competizione ciclistica
regionale - 1^ settimana di Giugno:
Festa di San Giuseppe a Badde Suelzu, con balli e canti tradizionali - 13 Giugno: Festa di
Sant'Antonio, con spettacoli in piazza e manifestazioni
folkloristiche - Metą Giugno: Festa di San
Giovanni di Sos Sonorcolos, con pranzo a base di carne di pecora - 24 Giugno: Festa di San
Giovanni, organizzata dai fedales 40enni, con spettacoli in piazza e giochi per
bambini - Luglio: Torneo di
calcetto maschile alla memoria di Maria Francesca Doneddu - 4^ settimana di Luglio:
Rassegna internazionale di folklore e minifolk organizzata dal gruppo folk
"Tradizione Popolare Alaese", con sfilata in costume per le vie del
paese - 1^ settimana di Agosto:
Estemporanea di pittura a premi per vie e piazze del paese - 2^ settimana di Agosto:
Rassegna internazionale di folklore organizzata dal gruppo folk "Santu
Franziscu" in memoria di Thiu Baroreddhu Manca, con balli e canti sardi e
stranieri - metą Agosto: Sagra del
maialetto, con canti a tenore e morra per le vie del paese e prove di tosature
delle pecore per turisti. Degustazione di carne di maialetto arrosto e di
gnochetti sardi al sugo - 3^ settimana di Agosto: in
localitą Sa Paule si corre il palio "memorial Roberto Ghisu" organizzato
dall'associazione ippica alaese - 27/28/29 Agosto: Festa
in onore di Santa Rosa, Sant'Agostino (patrono del paese) e San Sebastiano,
organizzata dai fedales 50enni, con caccia al tesoro, giochi per bambini, sagra
di prodotti alimentari tipici, spettacoli in piazza e manifestazioni
folkloristiche - 4 Ottobre: Festa
campestre di San Francesco d'Assisi, presso l'omonimo santuario in localitą
Norile, con pranzo tipico a base di brodo e carne ovina e bovina per circa
10.000 persone. In serata balli tradizionali e spettacolo canoro.
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Alą
dei Sardi
Alą dei sardi
č un paese del Montacuto, regione storica del Logudoro
al confine con Barbagia, Baronia e Gallura. Amministrativamente
fa parte della provincia Olbia-Tempio anche se per storia
e cultura č pił affine all'area centro-settentrionale
della Sardegna. Alą ha poco meno di 2000 abitanti (alaesi)
e si estende sull'altopiano omonimo, a 665 metri s.l.m.
Il territorio alaese č stato densamente abitato fin
dall'antichitą, e rappresentava il centro di quel territorio
tra Castro (Oschiri) Riu iscorraoe (Berchidda, Monti)
e il Limbara (Tempio) dominio incontrastato dei pił
aggressivi e feroci oppositori alla dominazione romana
nell'isola, i Bąlares, i quali - assieme agli Iliesi
e agli eroi della mitologia sarda Ampsicora e Josto
- riuscirono per parecchi decenni a contrastare
l'avanzata degli antichi Romani nell'entroterra sardo.
Il gran numero di toponimi prelatini che si trova
ad Alą dei Sardi deriva appunto dalla scarsa penetrazione
dei latini nei territori in questione. Esistono
dunque dappertutto nelle cussorgie alaesi importanti
vestigia dell'epoca pre-romana. Si trovano in zone strategiche
resti di villaggi nuragici collegati visivamente l'uno
con l'altro, a Sos Nurattolos, a S'orijale, a Kidade,
a Sos Sonorcolos, a Boddņ, a Lathari, a Su Pedrighinosu
(anticamente chiamato Balare), a Intr'e Serra, a Malacarrucca,
a Dolifichima e cosģ via. Dovunque nel territorio
si possono trovare nuraghi, pozzi sacri, tombe dei giganti,
dolmen, alcuni unici nel loro genere. Il paese
moderno č nato attorno al 1600, grazie all'aggregarsi
dei numerosi pastori sparsi nei "cuiles" circostanti
attorno alla chiesa di Santa Maria, costruita appunto
nel 1619. La prima informazione demografica su Alą dei
Sardi č datata 1656, anno in cui si contano in paese
29 nuclei familiari ("fuochi") mentre nel
1700 gli abitanti sono circa 280. Nel 1823 passa ad
Alą il conte Alberto La Marmora diretto a Nuoro, e con
sč ha l'ordine del re d'Italia di avere in consegna
cavalli freschi per proseguire verso la Barbagia. Il
sindaco di Alą rifiutņ di consegnare i cavalli e dichiarņ
per contro che avrebbe protestato formalmente presso
il governo di Madrid, credendo di essere ancora sotto
la dominazione spagnola, finita invece pił di un secolo
e mezzo prima. Il conte Alberto La Marmora dovette inoltre
dormire al l'addiaccio in un angolo contiguo alla via
che oggi ha il suo nome. In quel periodo Alą doveva
contare circa 1000 abitanti. Oggi il paese ha sviluppato
una capacitą imprenditoriale che la pone ai vertici
in Italia per numero di aziende esistenti. Accanto
ai settori tradizionali della pastorizia e dell' agricoltura
si sono sviluppati comparti artigiani legati alla lavorazione
della pietra da campo per usi edili, alla lavorazione
del sughero alaese che č tra i migliori al mondo per
qualitą, all'edilizia residenziale. In quest'ultimo
settore gli operatori alaesi si sono specializzati nei
lavori in pietra da campo - murature, rivestimenti,
basolati - e sono i pił ricercati in tutto il settentrione
della Sardegna. Essi sono gli eredi della vecchia scuola
edile di Alą, che gią nel '700 veniva apprezzata in
Gallura, nelle valli di Olevą e in tutto il Montacuto.
Nonostante questa repentina modernizzazione, il paese
ha saputo conservare le proprie peculiaritą e le tradizioni
secolari. A
partire dalla lingua: il logudorese di Alą č ancora
ben vivo e parlato da tutti gli strati della societą,
al contrario di ciņ che accade un po' in tutti i paesi
sardi. Ad Alą esistono due gruppi folk, un gruppo mini-folk
composto da adolescenti, tre gruppi di canto a tenore,
di cui uno composto da giovanissimi. Periodicamente
viene pubblicata la rivista "Quadernos de attunzu",
rivista bilingue di cultura e attualitą. A marzo di
ogni anno si corre ad Alą la pił importante gara di
corsa campestre d'Italia - il trofeo Aląsport - tra
i primi in Europa per la qualitą dei partecipanti.
A Maggio si corre negli sterrati alaesi il Rally Sardinia-Italia,
valido per il campionato mondiale. A Ottobre si festeggia
- in localitą Norile - S. Francesco d'Assisi, celebrazione
che attira pił di 10.000 pellegrini da tutta l'isola.
In quest'occasione viene offerto ai fedeli ul lauto
pranzo a base dei prodotti della campagna e della pastorizia.
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Montacuto,
il polmone verde della Sardegna
Nel cuore della Sardegna settentrionale
č situata la regione storica del Montacuto, il cui
nome deriva da un irto colle vicino al paese di Berchidda. La caratteristica
principale del Montacuto č la presenza di un paesaggio
pił dolce e montuoso rispetto alla vicina Gallura, di
cui č la continuazione naturale. Questo paesaggio attende solo di
svelare al visitatore le sue bellezze nascoste e di stupire con i suoi paesaggi
mozzafiato. Il territorio del Monte Acuto si
presenta come un complesso mosaico di ambienti. Sugli aspri rilievi
granitici, particolarmente imponenti nel versante sud del monte Limbara, estesi
rocciai, regno del muflone e dellaquila reale, attendono i visitatori pił
audaci: un silenzio arcano e orizzonti immensi, insieme a bizzarre sculture di
pietra create dal vento, saranno la sorpresa pił bella di queste creste
rocciose. Qui si rifugiano rari endemismi vegetali e animali, come larmeria
sarda, il pancrazio, la ginestra cņrsa, la lucertola del Bedriaga. Le pendici di
questi monti ospitano distese di macchia mediterranea e garighe dagli intensi
profumi e dai colori sgargianti. Qui vivono poiane, pernici, lepri, volpi e
cinghiali. Il Motacuto č la zona pił verde della Sardegna. Gran parte del patrimonio
boschivo sardo č presente nei suoi territori grazie
ai nostri antenati che lo hanno preservato dalla furia
distruttrice dei carbonai, e grazie alla lodevole opera
dell'Ente Foreste della Sardegna che in questa zona
da anni sta promuovendo il rimboschimento con specie
vegetali locali e la creazione di habitat accoglienti
per specie animali a rischio di estinzione come il cervo
sardo.
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